CARO MARCO REVELLI, SANZIONARE CHI DISTORCE COSTANTEMENTE LA REALTA' DEI FATTI E' UN DOVERE
L’edizione telematica di lunedì ventidue dicembre della latrina intasata dell’editoria italiana contiene un pezzo – non firmato, pertanto attribuibile al direttore responsabile Mario Sechi – concernente un battibecco avvenuto la stessa mattina sull’emittente televisiva “La 7”.
In particolare, la trasmissione coinvolta nell’alterco è stata “L’aria che tira”, un programma condotto dal sedicente giornalista David Parenzo, una delle figure di spicco del peggiore sionismo presente sul suolo italiano che non perde occasione di schierarsi invariabilmente dalla parte sbagliata della barricata.
Protagonisti dell’accesa discussione, che concerne la questione dello sgombero del Centro Sociale Occupato Autogestito “Askatasuna” di Torino – sono: lo storico Marco Revelli, l’esperto di storia dell’arte Luigi Crispi e il preteso rappresentante del mondo dell’informazione sopra citato.
Il noto esponente della “sinistra” sostiene che, quanto accaduto nei giorni scorsi e da lui definita «un’operazione muscolare», sia stato un danno enorme per la città di Torino adducendo l’incredibile motivazione che riprendiamo qui sotto, e che troviamo assolutamente non condivisibile.
«La scelta dei modi e dei tempi dello sgombero dell’edificio in corso Regina Margherita è sciagurata, chiunque si occupi di gestione dell’ordine pubblico lo direbbe. Nei giorni immediatamente precedenti al Natale, con le città strapiene, con i commercianti che devono incassare quello che possono, riempire di blindati e di centinaia e centinaia di agenti in tenuta antisommossa un quartiere…».
Quindi, secondo questo “signore” il problema starebbe nel fatto che il Viminale avrebbe sbagliato il momento per ordinare l’intervento repressivo, non l’azione in quanto tale; ci sembra che qualcosa non quadri nel ragionamento del settantottenne nativo di Cuneo: si preoccupa degli incassi natalizi dei commercianti, invece di sottolineare l’azione liberticida ordinata dal Governo.
Dal canto suo, il conducente (l’errore è puramente voluto) replica ricordando che pochi giorni prima si era assistito ad una sanzione – che noi giudichiamo del tutto sacrosanta – contro il fogliaccio “La Stampa”, reo di essere sempre schierato con i poteri forti.
Il Revelli replica sostenendo che «gli episodi de La Stampa sono di una gravità estrema da un punto di vista simbolico, i danni materiali sono minimi. Attaccare un giornale è un gesto grave e irresponsabile»; per quanto ci riguarda, crediamo che si debba porre un limite a chi costantemente racconta i fatti distorcendoli ad arte: se costoro non la smettono, pensiamo che ogni metodo di persuasione sia lecito.
Bosio (Al), 24 dicembre 2025
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com